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Santuario Monte Stella di Pazzano
Il Santuario di Monte Stella interamente scavato nella roccia

Eremo di Monte Stella

L’Eremo di Monte Stella è una chiesa parzialmente scavata nella roccia a circa 900 metri sul livello del mare. Si tratta di un luogo fantastico non tanto per ciò che rappresenta quanto per la storia e l’ambiente che lo circonda.

Il primo documento che parla dell’eremo situato nel comune di Pazzano è il Codice greco 598 di Parigi, quindi si tratta di un luogo presente da circa 1.500 anni.

Si trova sull’omonimo monte, facente parte del gruppo delle Serre, nella catena del monte Pecoraro.

Fu fondato probabilmente dai bizantini, i quali lo lasciarono solo, temporaneamente, agli inizi degli anni 1000 per poi tornare dopo pochi anni. Dal 1522 il monastero finisce sotto i romani, diventa santuario e viene collocata la statua della Madonna ancora presente.

Proprio la statua è di origine incerta, viene comunemente attribuita a Rinaldo Bonanno per la somiglianza con altre sue opere.

Con il passaggio da Eremo bizantino a chiesa cattolica vengono abbandonate, coperte e deturpate le opere pre-esistenti. Solo negli ultimi anni alcuni scavi hanno riportato alla luce dei bellissimi affreschi che si trovano nella chiesa.

Alla chiesa si accede attraverso una scalinata interamente scavata nella roccia; l’uscita è invece posta nella parte inferiore e spunta su una vista della vallata che lascia, normalmente, senza fiato.

Le leggende

Intorno all’Eremo di Santa Maria della Stella ci sono tantissime leggende. La più comune vuole una nave di passaggio da Monasterace che data la tempesta in mare viene affondata, la statua che si trovava a bordo arriva a riva dove un bue (o un asino, dipende da chi la racconta) la issa in groppa e la porta dove ora è presente l’eremo. A quel punto proprio lassù si accende una luce che viene vista da Pazzano e un gruppo di pastori sale per capire cosa sia.

Alla vista della bella statua si decide di creare un altare e di rendere sacro il posto.

La stessa leggenda vuole anche che a inseguire la statua ci fosse il diavolo, che infatti, nel disperato tentativo di recuperare l’animale che portava l’icona sacra, lascia sulle pareti della montagna dei chiari segni dei propri artigli.

Evidentemente è una leggenda e i segni che oggi si vedono sono solo dei solchi lasciati dalla naturale erosione della roccia. Per quanto riguarda la statua, invece, come già detto è stata collocata in quel punto nel momento del passaggio da epoca bizantina a chiesa cattolica.

I dintorni

Vicino all’eremo è presente un’altra chiesa, un ex convento utilizzato oggi come servizio per chi lavora nell’eremo, una pineta attrezzata per area picnic e quello che fu un ostello che oggi, a causa della stupida burocrazia, è all’abbandono.

Oltre a ciò che è stato elencato e che si trova nell’area, la parte più bella è quella degli altopiani dai quali si può vedere l’intera vallata dello stilaro e i dintorni. Viste mozzafiato che si affacciano sulla natura incontaminata.